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Gli occhi della Gioconda

Il ritrovamento di lettere dentro la pupilla degli occhi della Gioconda e del 72 sotto una delle arcate del ponte collocato a sinistra della dama raffigurata, ha aperto una nuova lettura delle opere di Leonardo. Il grande genio toscano aveva inserito nel famoso dipinto un linguaggio simbolico da decifrare. Dopo aver verificato la corrispondenza fra le minuscole lettere e la calligrafia di Leonardo si è proceduto ad una lunga ricerca storica documentaria. Sono stati esaminati altri dipinti come il disegno dell'angelo incarnato, la Vergine delle Rocce, versione francese. Per la prima volta ci si è rivolti in modo nuovo ai suoi capolavori. Non secondo un approccio tradizionale inerente lo stile pittorico, la tecnica, il disegno, la ricostruzione del periodo di realizzazione ecc. ecc. ma per verificare l'ipotesi del pensiero iconografico.

Gioconda 72 sotto arcata ponte evidenziato

Pensiero iconografico inteso come l'inserimento nei dipinti delle sue concezioni filosofiche, religiose, morali ed esistenziali. Un modo nuovo per rileggere i suoi dipinti. Le lettere S ed L e il numero 72 incarnano una comunicazione del genio espresse in forme ermetiche e misteriche. La principale chiave di lettura del cifrato messaggio pulsa nel numero 72. Il numero incarna storicamente una poliedricità di significati. Solo decifrandolo è stato possibile dare un significato alle lettere S ed L. In tre opere di Leonardo ricorre l'enigmatico numero. Nell'ultima cena si è compiuta una proiezione geometrica-virtuale dei cassoni che si trovano ad abbellire il soffitto. Sono 72 e rinviano alle 72 settimane di rigenerazione dello spirito profetizzate dal mistico Gioacchino da Fiore. Un visionario religioso il cui libro sull'Apocalisse era molto conosciuto nella corte milanese di Ludovico il Moro. In quel periodo il Vinciano soggiornava a Milano al servizio del Principe. L'altra opera, in cui si trova la presenza del numero è il “De Divina proporzioni”. In tale trattato matematico-geometrico Leonardo realizzò i solidi geometrici fra cui il famoso “uomo Vitruviano”. Nello scritto si afferma che la figura geometrica perfetta è di 72 lati. Infine l'angelo incarnato incarna la trasposizione del 7 e del 2 sono il significato cabalistico. Il disegno rappresenta la via di accesso ad una nuova lettura della Monna Lisa che fa zampillare il carattere androgeno di questo famoso dipinto. Nel significato cabalistico il 2 rappresenta il maschile e il femminile. Non solo vengono concepiti come opposti ma anche come intrecciati fra loro. Lo stesso dicasi per il 7 il cui senso rinvia al carnale e allo spirituale. Leonardo raffigura un androgeno, mezzo uomo e mezzo donna, nella parte sotto viene disegnato un pene eretto, nella parte sopra spicca il braccio rivolto verso l'alto con la posa della mano rivolta verso il cielo dimora di Dio. L'insieme del 7 e del 2 compone il 72 ma nella tradizione cabalistica i numeri compositi si sommano tra loro e non devono superare la soglia del numero 10. Sommando il 7 e il 2 emerge il 9 , per i cabalisti il 9 rappresenta gli illuminati, le grandi menti che si ritiene illuminate dall'Altissimo. Altri sono i significati del 72 ma per la nostra decifrazione del messaggio cifrato lasciato da Leonardo nella Gioconda, la lettura cabalistica ha rappresentato la via d'accesso alla soluzione dell'enigma. In sintesi la Gioconda è l'espressione finale del percorso simbolico e religioso incentrato sull'androgeno. Leonardo fa sua la concezione sia la cabala valorizzata da Pico sia, la concezione dell'androgenità della persona creata da Dio. Si tratta di una rilettura del vecchio testamento che Pico diffonde , Leonardo ne viene a conoscenza . Ne fa testo uno scritto in cui riporta la sua adesione a tale concezione filosofico- religiosa. Il numero 72 dischiudeva il suo contenuto ha permesso di dare una risposta al senso racchiuso nelle due lettere S ed L . A tale interpretazione ha contribuito una ricerca attenta e rigorosa sulla storia della realizzazione del dipinto e sui due modelli da lui usati. Si tratta di congetture altamente probabili . Nella ricerca storica, nei suoi risultati, non vi sono verità assolute , certe e indubitabili. Vi sono solo supposizioni più o meno probabili. La lettera S, collocata a sinistra di chi guarda, rinvia al suo allievo prediletto: il Salai usato varie volte come Modello. La lettera L, a destra di chi guarda, rinvia alla Lisa Gherardini detta Monna Lisa del Giocondo, giovane sposa del ricco setaiolo Francesco del Giocondo che volle immortalare la - buona moglie avvalendosi di un grande pittore. A tal riguardo esiste una ricca documentazione a sostegno della prima modella usata dal Vinciano. Infine la lettera L rinvia anche a Leonardo. In un passaggio del - trattato di pittura- ,da lui scritto e concepito come prescrizione per i giovani artisti,- viene riportata una fondamentale distinzione fra i pittori. Per Leonardo il grande pittore non si limita a riprodurre le fisiche sembianze del modello che ha di fronte. L'eccelso pittore coglie lo stato d'animo del suo modello e lo traduce in fisiche sembianze , in particolare, nello sguardo e nella espressione facciale. Leonardo vide la Lisa Gherardini triste e nella prima provvisoria stesura del dipinto, la raffigurò malinconia e triste, poi successivamente la modificò. Grazie ad una ricerca compiuta sulla Gioconda da un famoso laboratorio francese, sono emerse tre stratificazioni che pulsano sotto la stesura finale che tutti ammiriamo. L'uso dell'apparecchiatura del turbo-scanner ha permesso di portare alla luce tali strati e quanto in essi raffigurato.

 Silvano Vinceti

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